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martedì 23 febbraio 2010

Ma siamo tutti fessi?

 © Photographer: Quanthem | Agency: Shutterstock.com

Oggi mi sono imbattuta in un un altro canale di vendita per foto, Photographersdirect, consigliato da diversi utenti di Flickr a qualche seccato contributor di GettyImages, che non digerisce il vertiginoso calo di prezzi che sta operando questa azienda, leader nella vendita di immagini.
I microstock stanno rivoluzionando il mercato
e stanno anche sulle palle a molti tra cui, per l'appunto, Photographersdirect. Vediamo perchè.

Lorsignori si definiscono i pionieri nell'usare il concetto di "Fotografia Stock Equa" nel senso che:
1) garantiscono al fotografo l'80% del prezzo di vendita delle loro immagini.
2) Non hanno costi fissi per le immagini e i buyer in cerca di un immagine possono indicare il budget a loro disposizione e i fotografi possono individualmente decidere se è accettabile.
Apperò, interessante!

Dò un'occhiata alla pagina delle ultime vendute con relativi prezzi di licenza e quindi mi fiondo sulla pagina SELL
Vediamo le condizioni: 20% di commissioni al sito, richiedono solo le basse risoluzioni per la messa on line, l'alta la si manda poi al cliente dopo l'acquisto.

I prezzi di vendita in media sono di 200$ a foto con punte di 5000$; ho già la bava alla bocca..
Si può scegliere di pubblicare fino a 200 foto, in questo caso lo spazio è gratis, oppure con la sottoscrizione annuale al prezzo base di $382 per 800 foto.
In ogni caso, se le foto vendono si guadagna spazio extra.

Non chiedono neppure l'esclusiva, perciò si è liberi di vendere altrove le foto, tranne che, udite udite, sui microstock!
Clicco su Why? e mi si apre un paginone con una serie di denigramenti vari per i tapini che svendono le loro foto con questo metodo.
Riassumo le loro considerazioni per scoraggiare chiunque a vendere sui microstock:
Secondo loro, gli unici beneficiari di tutto questo baraccone sono:
1) I proprietari delle agenzie.
2) I clienti, che non credono alla fortuna di poter comprare foto per pochi spiccioli per di più con licenza RF, quindi riutilizzabili milioni di volte.
3) Chi ci perde è solo il fotografo.

Qui invece si vende in single usage e non in Royalty free, perciò la stessa foto può essere rivenduta a prezzi ogni volta diversi e sicuramente non stracciati.
"Invece tu microstocker non stai vendendo le tue foto, non stai avendo successo, tu stai buttando via le tue foto e i compratori non credono alla loro fortuna!

Forse un giorno ti capiterà di vedere la tua foto su una rivista e ti sentirai fiero e orgoglioso di ciò finchè non ti renderai conto che ci hai guadagnato meno di un dollaro mentre loro stanno vendendo migliaia di copie e guadagnando con la tua foto in copertina!"

Sto cominciando a sentirmi sempre più sfigata ma vado avanti nella lettura.

Per rincarare la dose, riportano una citazione del Photo District News dove si riporta una discussione tra i membri di istockphoto, che si congratulano con Lisa Gagne, nota top microstockseller, per aver visto una sua foto sul sito dell' IBM.
Secondo voi, chiedono loro, quelli dell'IBM non avrebbero potuto pagare di più tale foto?
Certo, ma l'hanno pagata così perchè gli è stata offerta al prezzo di 1 $!

Per non parlare di una copertina del Time magazine del 27 luglio 2007, che aveva due foto, una di Gettyimages e una di Istockphoto; con la prima a occhio il fotografo avrà guadagnato 1000
$, con la seconda il tapino avrà preso 20 cents..

E per finire, citano un clamoroso esempio tratto da un forum dove un fotografo racconta:" Mi ero iscritto a Photographersdirect, un cliente si dichiara interessato a 6 mie foto e le avrebbe pagate 120 $ l'una. Sfortunatamente il cliente si è accorto che le stesse foto erano in vendita su Shutterstock e quindi ho perso stupidamente l'affare..

Questo è il motivo per cui non accettano fotografi che collaborano per i microstock, perchè è contrario alla loro politica di commercio equo e solidale...

Fine della prima puntata

lunedì 8 febbraio 2010

Più si carica + ti scaricano?


© Photographer: Quanthem | Agency: Istockphoto.com

Uno pensa che sbattendosi tanto a caricare foto prima o poi le vendite (consistenti) arriveranno e i soldi pure.
Nel senso di avere delle entrate decenti, diciamo minimo 100 euro al mese di royalties. Sotto questa cifra, ci si sente un po' sfigati, nel senso che ti vergogni pure a dire che vendi foto sui microstock.
Perchè alla fine, quello che conta, sono i soldi.
Anche perchè non vedo altre gratificazioni, visto che non si sa chi ti acquista le foto e quindi non sai, nella grande maggioranza dei casi, come vengano utilizzate.
Da quel che vedo e sento in giro, per avere dei risultati tangibili bisogna avere almeno un migliaio di foto in portfolio.
Anche se non mancano le smentite.

Sono andata a curiosare su Istockcharts, interessante classifica di tutti i contributors di Istock.
Con un solo file in vendita, l'utente berclau ha realizzato oltre 600 downloads. Strano che si sia arenato lì...
E non è l'unico con questi numeri...
Oppure ErikEnervold , 24 files e oltre 5500 scarichi...
Per non parlare di incomprensibili successi di foto apparententemente prive di appeal, per esempio questa .

Conclusione? Se non hai foto cool, sei spacciato, al massimo con gli spiccioli guadagnati ti puoi permettere una pizza a fine mese.
D'altro canto, vedo gente senza particolare talento fotografico, ma con tanta caparbietà e volontà di ferro, che nel dopolavoro sforna centinaia di foto sullo stile Yuri Arcurs de noantri ingaggiando zie, sorelle, cognate e dirimpettaie e dichiara di portare a casa almeno 100 euro al mese.

Per affrontare meglio questo duro cammino nelle mondo delle foto da stock considero molto utile una attenta lettura qui , mentre per chi non sa l'inglese segnalo l'utilissima Guida ai microstock di Moreno Soppelsa scaricabile gratuitamente in Pdf qui


martedì 2 febbraio 2010

Microstock Earnings Report Gennaio 2010


Questo mese su Shutterstock 85 vendite, in gran parte illustrazioni di coriandoli.

Su Dreamstime sto riprendendo a caricare qualcosa , dopo qualche mese in standby , comunque vendo poco, soprattutto coriandoli (c'est la vie...) d'altronde, al momento ho solo 100 immagini..

Su Istockphoto le vendite sono diventate più costanti, supportate tra l'altro dal "partner program", che aggiorna però i dati vendite a metà mese, perciò quello che ho venduto a gennaio lo vedrò verso metà febbraio.
Peccato che, al momento, il numero di files venduti col PP non venga conteggiato nel totale vendite di Istock.

Calma piatta su Fotolia, anche qui carico e vendo poco, in modo molto discontinuo.